Il cibo torna centrale nella spesa degli italiani, ma gli italiani non sono più quelli di una volta

Gli italiani continuano a essere prudenti, tanto da avere accumulato ben 133 miliardi di euro di cash cautelativo dall’inizio della crisi a oggi, ma torna la disponibilità agli acquisti ed è proprio il cibo a catalizzare tale inclinazione. La spesa alimentare, drasticamente segnata dalla crisi, ha ripreso a crescere negli ultimi anni, raggiungendo il 14,3% sul totale dei consumi delle famiglie, una quota significativamente superiore alla media dei principali Paesi europei (11,4%). Continue reading…

 

Acqua: Italia a secco, 14 mld danni da siccità in 10 anni

L’inverno climatologico che si è chiuso con il 24% di pioggia in meno è solo l’ultimo segnale dei profondi cambiamenti nella disponibilità di acqua e nella distribuzione della pioggia in Italia con la tendenza alla tropicalizzazione del clima che ha provocato danni alla produzione agricola nazionale, alle strutture e alle infrastrutture per più di 14 miliardi di euro nel corso di un decennio. Continue reading…

 

Senza stranieri interi territori a rischio spopolamento

In una Italia in declino demografico, con un numero di nati mai così basso dal 1861, ci sono 841 comuni in cui nell’ultimo quinquennio (2010-2015) la popolazione è cresciuta esclusivamente grazie agli immigrati. In questi comuni, che si trovano in ogni area del Paese e hanno dimensioni diverse, risiedono quasi 13,9 milioni di abitanti, ovvero il 23% della popolazione. Le crescite maggiori si sono verificate a Collegiove nel Lazio (dove la popolazione nei cinque anni è aumentata del 13,3%), Camini in Calabria (+12,8%), Baranzate in Lombardia (+10%). Ma non sono solo i comuni piccoli e medi ad aver beneficiato della presenza degli stranieri. Senza immigrati, negli ultimi cinque anni 51 dei 144 comuni italiani con più di 50.000 abitanti avrebbero sofferto di una contrazione demografica. Continue reading…

 

Lavoro: con 50mila agricoltori under 35, Italia leader Ue

Con 50.543 imprese condotte da under 35 l’Italia è leader in Europa nel numero di giovani in agricoltura per il crescente interesse delle nuove generazioni per il lavoro in campagna dove hanno portato profonde innovazioni con attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche l’agricoltura sociale, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili. E’ quanto emerge da uno studio della Coldiretti divulgato in occasione della presentazione della Banca delle terre agricole. Secondo una indagine della Coldiretti/Ixé, le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento della media e il 50 per cento di occupati per azienda in più. Continue reading…

 

Quasi 10mila imprese femminili in più nel 2016

Quasi 10mila imprese in più nel 2016, con una variazione dello stock rispetto al 2015 del +0,72%. Come mostra l’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere, l’universo delle donne imprenditrici, anche lo scorso anno, ha continuato a crescere, raggiungendo un milione e 321.862 imprese. Lavorano nel commercio o guidano aziende agricole. Dirigono ristoranti o alberghi, si occupano della cura e del benessere della persona o interpretano al femminile l’Italian Style nel settore della moda. E si diffondono, andando a rappresentare oggi il 21,8% del totale delle imprese esistenti nel nostro Paese. Continue reading…

 

Donne acrobate tra lavoro e famiglia

Secondo una recente ricerca del Censis, è stato sfatato il mito del part time come libera scelta delle donne che vogliono dedicare più tempo alla famiglia. In Italia sono 3.105.000 le donne che hanno un lavoro a tempo parziale, il 32,6% delle occupate. Ma per 1.817.000 di loro (più della metà: il 58,5%) si tratta di un part time involontario, che hanno dovuto accettare per la mancanza di offerte di lavoro a tempo pieno. Dal 2008 a oggi le donne che hanno scelto liberamente il part time sono diminuite del 20,9%, mentre il part time involontario ha registrato un incremento del 91,6%. È una situazione che ci differenzia dagli altri grandi Paesi europei: siamo al terz’ultimo posto in Europa, seguiti solo da Cipro e Grecia. In Germania le donne costrette al part time per mancanza di alternative full time sono solo il 12,1% e nel Regno Unito il 13,3%. È anche per questo motivo che il 23% delle donne occupate italiane ha come priorità quella di cambiare lavoro e il 27,6% dichiara di avere bisogno di integrare il proprio reddito con un secondo lavoro o con qualche lavoretto. Continue reading…

 

16mila artigiani in meno nel 2016. Anno ancora difficile per le imprese individuali

Diminuiscono le piccole imprese artigiane ma aumentano le più grandi: -12.333 il saldo tra iscrizioni e cessazioni di impresa per le ditte individuali (-1,39%) a fine 2016, quasi 6mila in meno per le società di persone (-2,51%). Bilancio positivo, invece, per le società di capitali: +2.477 imprese pari al +3,28% rispetto al 2015. Complessivamente, per l’artigianato il 2016 si è chiuso ancora con il segno ‘meno’ tra iscrizioni e cessazioni (-15.811 unità) ma in miglioramento rispetto al 2015. Ed è il risultato meno pesante dal 2011. Continue reading…